La vitamina D circola in quantità inadeguate in circa il 50% delle donne dopo la menopausa, con conseguente riduzione della massa ossea. Sfortunatamente, l’introduzione di vitamina D con la dieta non raggiunge solitamente quantità soddisfacenti, anche se esistono oggi alimenti arricchiti in vitamina D, quali l’olio di oliva e il latte. È perquesto motivo che per le donne dopo la menopausa è oggi raccomandata una supplementazione di vitamina D. Il fabbisogno giornaliero medio di vitamina D nella popolazione anziana è stato recentemente rivalutato dall’International Osteoporosis Foundation sulla base dei numerosi studi randomizzati e controllati pubblicati negli ultimi anni. Queste nuove raccomandazioni indicano in 800-1000 UI il fabbisogno giornaliero medio di vitamina D per lapopolazione di oltre 60 anni, al fine di raggiungere il valore circolante appropriato di almeno 30 ng/mldi 25OH-vitamina D. Questo fabbisogno è sensibilmente più elevato rispetto alle 400 UI/die che erano considerate appropriate in precedenza. Poiché tale fabbisogno viene difficilmente raggiunto con la normale esposizione alla luce solare (specie nei mesi invernali), la prevenzione primaria dell’osteoporosi in età postmenopausale deve includere anche la vitamina D somministrata giornalmente, settimanalmente, mensilmente oppure con pause maggiori sino a 6 mesi.
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